Partiamo dall’inizio: il bonding
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Il bonding è quel legame speciale che si instaura tra una madre e il suo cucciolo, un legame di riconoscimento, fatto di accoglienza e nutrimento.

I primi studi sul bonding sono stati fatti nel 1965 da John Bowlby con gli scimpanzé. Realizzò due esemplari artificiali di mamma, una calda, con pelo soffice, ma senza latte, l’altra fretta, di metallo, ma con latte. Il piccolo scimpanzé introdotto nella stanza, andava ad appendersi al pelo della madre “calda” e si spostava dalla madre “fredda” per mangiare, per poi tornare alla prima. Da qui si deduce che il bambino predilige l’accoglienza rispetto al cibo.

Il momento in cui si instaura il bonding è alla nascita. Nell’essere umano, se le circostanze del parto non consentono un avvicinamento immediato, si può stabilire il bonding anche in un secondo momento. Si parla in questo caso di re-bonding.

Per attivare il processo di attaccamento è importante il primo imprinting attraverso il contatto pelle a pelle tra madre e bambino. Per questo il piccolo viene appoggiato al petto materno pochi istanti dopo il parto, e la prima poppata avviene subito dopo.

In questo processo di riconoscimento viene incluso, ovviamente, anche il padre.

Dopo questi primi momenti, questo legame speciale continua a rafforzarsi, attraverso la vista, il tatto, l’udito, l’olfatto… Per questo il massaggio infantile e il babywearing contribuiscono efficacemente al consolidarsi del bonding, proprio perché aumentano i momenti di contatto e scambio di “informazioni” tra piccolo e genitore.

Immagine di copertina tratta da Pinterest